Arriva nei cinema italiani il film che ha fatto infuriare i Savoia: “Passannante”, opera prima del regista Sergio Colabona.
Una delle tristi pagine di storia, dimenticate in qualche antro della memoria, ritorna a far discutere sul grande schermo.
Del cast fanno parte con Fabio Troiano, Ulderico Pesce, Andrea Satta, Alberto Gimignani, Luca Lionello, Roberto Citran, Bebo Storti, Ninni Bruschetta e Citto Maselli.
Passannante: la storia di un eroe perseguitato dai Savoia
Il regista Sergio Colabona esordisce sul grande schermo con la tragica e vera storia di Giovanni Passannante, un giovane idealista che chiedeva solo pane e lavoro.
Passannante era un giovane cuoco originario di Salvia di Lucania, poi ribattezzata Savoia di Lucania. Anarchico e mazziniano, il giovane volle ribellarsi contro la monarchia dei Savoia che aveva appena unito l’Italia. In occasione della visita del re Umerto I nel 1878 a Napoli, al grido di “viva Orsini, viva la repubblica universale” attentò con un piccolo e fragile coltellino alla vita del re. Il monarca subì un leggero graffio, mentre il giovane fu condannato all’ergastolo. La pena però durò appena pochi anni perché a causa delle condizioni disumane e delle atroci torture che gli furono inflitte, ben presto morì. Dopo la sua morte, la vendetta dei Savoia non si placò. Il suo cranio ed il suo cervello furono esposti al Museo criminologico di Roma fino al 2007 come esempio di efferato criminale. Nel 2000 tre idealisti, il teatrante Ulderico Pesce, il cantante dei Têtes de Bois Andrea Satta e il giornalista dell’Espresso Alessandro De Feo intrapresero una lunga battaglia per riportare i resti del giovane Passannante nella sua terra natia e donargli una degna e cristiana sepoltura. Solo nel 2007, i tre idealisti riuscirono a portare a termine la loro estenuante e faticosa battaglia.
La pellicola si sviluppa su continui flashback, vicende di cronaca e flashforwards. Attraverso gli spettacoli teatrali di Pesce si ricostruisce la storia di Passannante, mentre una lunga carrellata di udienze dai ministri di Grazia e Giustizia, che si sono avvicendati negli anni, regalano un quadro poco edificante dell’Italia di oggi.
Così se la storia, interessante e poco conosciuta, di Passannante risulta frammentaria e confusionaria, molto chiaro e incisivo risulta l’affresco politico dei nostri giorni in cui i politici, di qualsiasi schieramento, risultano tutti corrotti e privi di valori.
Inoltre il regista enfatizza come l’Italia repubblicana abbia perdonato i Savoia, dandogli la possibilità di ritornare in Italia dopo il lungo esilio, mentre la stessa indulgenza non c’è mai stata per Passannante, la cui memoria storica è stata prima infangata e poi dimenticata.
La regia è sporca e poco attenta, lo sviluppo narrativo confuso e frammentario.
Sicuramente la pellicola presenta molte carenze e difetti ma ha il pregio di attirare l’attenzione pubblica su una tragica pagina di storia che pochi conoscono.

