Meryl Streep ambisce all’Oscar con la sua “The Iron Lady”, biopic su Margaret Tatcher, diretto da Phyllida Lloyd. Unico punto di forza di un film alquanto deludente è proprio la Streep, che regala un’interpretazione da applauso, da sogno.
Meryl Streep: il lato umano di Margaret Tatcher

“The Iron Lady”, biopic dedicato a Margaret Thatcher, Primo Ministro britannico dal 1979 al 1990, arriverà nei cinema il 27 gennaio.
Diretto da Phyllida Lloyd (“Mamma mia!”), il film vuole fornire un ritratto della donna Tatcher, più che della politica e della moralista. Esempio e oggetto di studio per molte generazioni, la Tatcher, infatti, si distinse non solo per la sua severa autorevolezza ma anche per il suo accentato moralismo.
Ormai ottantenne, Margaret Tatcher vive di ricordi in compagnia del fantasma del suo amato marito, da poco scomparso. Insieme a lui, Margaret rivive i giorni di gloria del passato, ma anche le delusioni e le continue sfide che ha dovuto affrontare.
La regista Lloyd ha preferito soffermarsi sul lato umano del noto personaggio storico, tralasciando o sorvolando sulla sua attività politica. In realtà il personaggio è molto complesso e ridurlo ad un livello mediocre e superficiale, solo per edulcorare la storia, non solo sminuisce la Tatcher, ma la ridicolizza!
Costruito su continui flashback, tra passato e presente, la pellicola perde di fluidità e scivola nella confusione non solo sul piano della sceneggiatura ma anche su quello storico.
Alcuni momenti importanti della sua vita pubblica, poi, vengono affrontati frettolosamente sotto forma di videoclip musicali, dimenticando che la Tatcher fu quella che nel 1981 lasciò morire di fame Bobby Sands, esponente dell’Ira che scioperava solo per ottenere lo status di prigioniero politico. La Tatcher, inoltre, fu la stessa donna che non ebbe alcun timore nel dichiarare guerra contro l’Argentina per le Isole Falkland.
Sicuramente, come la regista sottolinea, la Tatcher è stata una donna molto ambiziosa e ferma nei suoi obiettivi, anche se questo ha significato sacrificare la famiglia e gli affetti.
Unico punto di forza del film così risulta essere Meryl Streep, che riesce a regalare, nonostante la regia confusa e la sceneggiatura zoppicante, un’interpretazione emozionante e profonda. Intensa e drammaticamente vera, ogni singola espressione o sguardo della Streep risultano più potenti e loquaci di mille parole.
Sicuramente l’attrice meriterebbe l’Oscar per la sua interpretazione, soprattutto visto il materiale scadente che aveva a disposizione!

